ROMA – La raccolta del pomodoro è iniziata. E come ogni anno, dal foggiano alla zone dell’Alto Vulture in Basilicata alla Campania, i ghetti si stanno popolando di braccia a basso costo. Sono quelle della manodopera stagionale straniera impiegata nella raccolta del pomodoro in condizioni di vita e di lavoro inaccettabili. Si dorme in baracche e case abbandonate senza acqua, luce e servizi igienici. Si lavora a cottimo per 3-4 euro a cassone, spesso senza contratto. L’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro e il trasporto sono gestiti dai caporali. Un fenomeno, questo del “Caporalato, che il ministro per le Politiche Agricole, Maurizio Martina, chiede che venga combattuto come si cerca di fare nel contrasto alle mafie.

Non si può prescindere dagli immigrati. Eppure, come dichiara Coldiretti, tra le principali organizzazioni degli imprenditori agricoli in Italia, “gli stessi distretti produttivi di eccellenza del Made in Italy possono sopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dalle stalle del nord dove si munge il latte per il Parmigiano Reggiano, fino alla raccolta delle mele della Val di Non, dal pomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte”. Di fronte alle continue vittime di questo sistema e all’incapacità delle istituzioni di offrire soluzioni concrete, alcune associazioni attive in Basilicata e Puglia  –  OMB/Fuori dal Ghetto, Medici per i Diritti Umani, Funky Tomato, Io ci Sto e Radio Ghetto – hanno deciso di far si che, dopo molti dibattiti, incontri, promesse, sia la musica a farsi portavoce di un messaggio d’integrazione e cambiamento reali.

Un ponte fra Europa e Africa. La musica è quella di Sandro Joyeux, cantante e musicista francese, i cui suoni sono un ponte tra l’Europa e l’Africa. Innamorato dell’Africa, Sandro canta in dialetti quali il bambarà, il wolof, il susù e ha suonato spesso per i suoi fratelli africani: per quelli ospitati nel centro sociale Csoa ex Snia Viscosa dopo la fuga da Rosarno, e poi con l’Antischiavitour 2012, un tour nelle campagne lungo tutta la penisola a sostegno dei braccianti stranieri stagionali che ha portato Sandro al Gran Ghetto di Rignano, a Rosarno, Cinquefrondi, Boreano, Venosa, Castel Volturno e a Saluzzo e più recentemente, il 16 Giugno 2015 si è esibito per i migranti ospiti del CARA di Castelnuovo di Porto (RM).

Nel Gran Ghetto di San Severo. Dal 22 al 24 agosto Sandro porterà la sua musica nel “Gran ghetto” di San Severo (sabato 22), in Piazza Orazio a Venosa (domenica 23) e al ghetto di Boreano (lunedì 24) con lo scopo di regalare un po’ d’Africa agli africani d’Italia ma anche di accendere l’attenzione sulle condizioni di sfruttamento, povertà e assenza di diritti in cui vivono i migranti impiegati in agricoltura.