Avviso ai pescatori: stanno abbondantemente pasturando ilCanale di Sicilia, si prevede che quelle acque saranno molto pescose questa estate”: questo il post pubblicato su Facebook dai Nobraino la sera del 19 aprile, a commento dell’ennesima ecatombe di migranti avvenuta nella notte tra sabato e domenica nel canale di Sicilia. Immediata la reazione della rete: commenti infuriati anche da parte dei fan della band, una delle più note e apprezzate della scena indie. E non si sono fatte attendere le parole, durissime, di Roy Paci, tra gli organizzatori del Primo Maggio Taranto: “La vostra realtà non è di cattivo gusto, ma decisamente vergognosa. Dopo il vostro schifoso post di quest’oggi, prevedo che non calcherete il palco del #unomaggiotaranto. Noi abbiamo una dignità da difendere”. E l’appuntamento tarantino non è l’unico che non vedrà (più?) la band di Riccione sul palco: annullato anche il concerto previsto per il 25 aprile a Fornacette.

Commento voluto o battuta infelice? “C’è un grosso malinteso in seguito ad un’enorme ingenuità”, si legge nella mail scritta daLorenzo Kruger alla redazione de Ilfattoquotidiano.it. Raggiunto telefonicamente, Kruger spiega di essere amareggiato perché il “post aveva esattamente lo scopo opposto. Mi dispiace che, in un certo qual modo, sia stato strumentalizzato e mi addolora che la band venga associata a certi personaggi. Il commento di Nestor(Fabbri, chitarrista, indicato come autore del post) andrebbe forse rivisto alla luce della sua esperienza a contatto con le storie e con le vite dei migranti che transitano per il Mar Mediterraneo”.

Nel comunicato scritto da Nestor Fabbri si legge: “Mi occupo attivamente di protezione internazionale dei diritti umani dal 2009, quando ho conseguito la laurea specialistica presso la Facoltà di scienze politiche di Bologna con una tesi dal titolo Politiche migratorie dell’ Unione Europea. Prima di dedicarmi a tempo pieno al chitarrismo ho lavorato presso alcune ONG in Spagna e Francia. Nel 2010 le Edizioni Alicantine (Università di Alicante) hanno pubblicato un mio articolo scritto a quattro mani insieme a Peio M. Aierbe dal titolo : “Funcionalidad de los discursos sobre trata i tráfico de personas”, Fabbri, Aierbe, contenuto in “Migraciones, discursos e ideología en una sociedad globalizada”, reperibile on line attraverso google scholar e che risulta ancora attualissimo sul tema degli “scafisti”. Nel 2011 coi Nobraino abbiamo preso parte, al progetto Boats 4 People: una flottiglia per fermare l’ecatombe nel Mediterraneo. Durante l’estate del 2012 la Goletta Oloferne, coordinata da B4P, ha pattugliato il Canale di Sicilia con lo scopo di aiutare le imbarcazioni di migranti in difficoltà e di denunciare le numerose omissioni di soccorso da parte delle autorità competenti.

Sempre in quell’anno è stata pubblicata una compilation contenente i brani di numerosi artisti euro-africani, curata da me e i cui proventi sono serviti a finanziare le ONG e associazioni che si occupano di protezione dei diritti dei migranti. La compilation, contenente un brano dei Nobraino dal titolo: “Il mangiabandiere”, è reperibile a questo indirizzo. Nel 2013 i Nobraino hanno presentato al Premio Ilaria Alpi uno spettacolo dal titolo : Viaggiare e migrare, confini poco sottili. Sul sito trovate un testo dello spettacolo dal titolo: “Caduti del mare”. In questi anni di studi, di attivismo e di impegno artistico ho passato tanto tempo a contatto con le storie e le vite dei migranti che transitano per il Mar Mediterraneo. Tanta era la rabbia nel dover assistere impotente ad ingiustizie, tragedie ed impunite violazioni dei diritti fondamentali, che ho iniziato a sviluppare una forma estrema di autodifesa, consistente nell’opporre al pericolo dell’inefficacia sociale un nucleo irriducibile di sopravvivenza basato sulla sfrontatezza. Mi sono rifugiato perciò dietro le vesti di un eccentrico barbagianni, provocatore testardo, beffeggiatore distanziato e distanziante che ogni cosa brutalizza.
Il mimetismo è diventato la mia strategia: quanto più ci si dissimula sotto i valori e gli ideali opposti, tanto più si ha la possibilità di vincere.

Il criterio della forza, dice Nietzsche, è riuscire a vivere sotto il dominio dei valori contrari e volerli sempre di nuovo. Zarathustra è Zelig! Il mio imperdonabile errore è di non essere stato retoricamente capace di indirizzare la sfrontatezza contro i reali responsabili del massacro: gli autori delle politiche migratorie europee. Finendo così per offendere associazioni, militanti e liberi cittadini pensanti che mettono la loro vita a disposizione dei più deboli. Per questo motivo porgo a tutte le persone turbate ed addolorate dall’infelice esternazione di ieri le mie più umili scuse